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Sintesi .

Dal  1815  al  1820 non mancarono segnali di instabilit,  determinati
dalle  iniziative  delle  societ segrete e  dalla  tensione  sociale,
conseguente ad una generale crisi economica. A ci si aggiunse qualche
contrasto  nelle relazioni internazionali, ma le potenze restauratrici
riuscirono   a  mantenere  immutato  l'assetto  geopolitico,   tramite
un'attenta  opera  di  prevenzione e  di  controllo,  nella  quale  si
distinse per abilit il Metternich.  (Paragrafo 1).
I  moti  insurrezionali iniziarono nel 1820, prima in Spagna e  poi  a
Napoli. Entrambi originati da un ammutinamento di militari guidati  da
ufficiali  aderenti  a  sette  segrete, conseguirono  alcuni  iniziali
successi,  tanto da costringere i sovrani a concedere la Costituzione;
ma,  dopo la prima fase, il fronte rivoluzionario si indebol, a causa
dei  contrasti  tra liberali moderati e democratici a proposito  delle
scelte  costituzionali. Nel regno delle due Sicilie, la situazione  fu
complicata da una rivolta separatista scoppiata a Palermo.  (Paragrafi
2, 3).
In  Lombardia  la  polizia austriaca imped qualsiasi concreta  azione
rivoluzionaria.
In  Piemonte,  le societ segrete promossero un'azione  insurrezionale
che   mirava  alla  concessione  della  Costituzione,  alla   cacciata
dell'Austria  dall'Italia ed alla realizzazione di un regno  dell'Alta
Italia,  attraverso l'unione del Lombardo-Veneto al regno di Sardegna.
Il  raggiungimento di tali obiettivi presupponeva la disponibilit  di
Casa  Savoia, in particolare del principe Carlo Alberto; questi, per,
dopo un iniziale assenso, si comport in modo ambiguo e infine si tir
indietro.  (Paragrafo 4).
Lo  scoppio  dei  moti insurrezionali fece scattare il  sistema  delle
alleanze tra le potenze restauratrici, che, riunitesi prima a  Troppau
e  poi  a Lubiana, ribadirono il principio dell'intervento della Santa
alleanza  in  difesa dei regimi legittimi e quindi  decisero  l'azione
militare  contro  gli insorti. Il moto napoletano fu  soffocato  dagli
austriaci  nel marzo 1821; quello piemontese in aprile,  dalle  truppe
sabaude e da quelle austriache.
Un  ruolo  determinante nella repressione del moto spagnolo fu  svolto
dalla Francia, retta da un governo

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reazionario  interessato  a controbilanciare l'egemonia  austriaca  in
Italia.    Sopraffatti   da   forze   nettamente   preponderanti,    i
costituzionali spagnoli furono definitivamente sconfitti  nell'ottobre
del 1823.  (Paragrafo 5).
Dopo  la  sconfitta, il movimento liberale fu colpito ovunque  da  una
durissima repressione.  (Paragrafo 6).
